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Anoressia e bulimia non hanno più confini: colpiscono ad ogni età

I disturbi alimentari sono sempre più diffusi, le vittime sono tante, sempre di più, e l’età di insorgenza sta cambiando. Sono in crescita infatti, secondo il Ministero della Salute, i casi di esordio precoce di questi disturbi dell'alimentazione, che generalmente si manifestano nella fascia d'età compresa tra i 15 e i 19 anni. Al contrario altri disturbi alimentari, come la sindrome da alimentazione incontrollata (il cosiddetto binge eating disorder) sembrano non avere età, arrivando a colpire i bambini e persino gli anziani, anche se raggiungono il picco in età adulta. Le donne sono in generale le più colpite, ma cresce il disagio anche tra gli uomini, che ormai rappresentano il 5-10% di tutti i casi di anoressia nervosa, il 10-15% di tutti i casi di bulimia e ben il 30-40% dei casi di sindrome da alimentazione incontrollata.
La preoccupazione per condotte alimentari disturbate fra i giovanissimi si legge anche nella ricerca condotta da ricercatori di Harvard su oltre 8mila adolescenti statunitensi che nel 1996, quando avevano dai 9 ai 15 anni, hanno iniziato a rispondere a questionari specifici inviati dai ricercatori; questi sono stati sottoposti alle partecipanti ogni anno o ogni biennio fino al 2008, per seguirle nel tempo. I risultati indicano che se poche rientrano nei criteri per l'anoressia (1 per cento) o per la bulimia (2-3 per cento), molte di più hanno un disturbo alimentare "misto" e più sfumato, nel quale si indulge spesso ai purganti, si hanno episodi di abbuffate compulsive e in sostanza si ha comunque un rapporto sballato con il cibo. Numeri in totale accordo con i dati italiani, che parlano di un 5-15 per cento della popolazione con problemi alimentari sotto-soglia. Purtroppo, segnalano gli statunitensi, le ragazzine alle prese con disturbi alimentari di qualunque genere sono più a rischio per una serie di malattie o comportamenti azzardati che possono mettere in serio pericolo la salute: nel caso delle ragazze che fanno uso abituale di purganti o soffrono di binge eating disorder, le cosiddette abbuffate compulsive, raddoppia ad esempio la probabilità di ammalarsi di depressione, diventare sovrappeso od obese o scivolare nell'abuso di alcol; fra le bulimiche il rischio di abusare di sostanze quasi quadruplica. E secondo gli autori bisogna fare particolarmente attenzione ai casi "sotto-soglia", che sono tanti, in aumento e possono nascondere una fragilità estrema nei confronti di problemi di salute da non sottovalutare.
In passato anoressia e bulimia comparivano nella tarda adolescenza, intorno ai 18 anni, oggi l'età media si è abbassata a 16 anni ma sono molti i casi di anoressia precoce. L’età di insorgenza si sta abbassando pericolosamente, ci sono casi anche tra i bambini di 6 o 7 anni, lo dicono gli esperti. I motivi potrebbero essere diversi: il maggior peso dato oggi alla forma fisica e all'estetica, aver avuto genitori con disturbi dell'alimentazione, il generale incremento di problemi psichiatrici in età evolutiva. Se l'anoressia compare prima della pubertà è particolarmente grave, perché può arrivare a bloccare lo sviluppo ed è più difficile da trattare. In tenera età risulta anche insidiosa, perché difficile da riconoscere: i genitori possono non fare caso che il bambino diventa sempre più svogliato e selettivo con il cibo andando verso una progressiva restrizione alimentare. Perfino i bambini da zero a cinque anni possono maturare disturbi dell'alimentazione su base relazionale se hanno qualche difficoltà nei rapporti familiari. Se il momento del pasto diventa problematico meglio farsi qualche domanda e magari chiedere un parere al pediatra.
Uno studio uscito sull'International Journal of Eating Disorders sottolinea che anche le over 50 non sono immuni dal problema. Stando ai dati raccolti circa il 15 per cento delle signore mature soffre di disturbi alimentari più o meno accentuati. Il 70 per cento infatti afferma di voler dimagrire, l'80 per cento si pesa tutti i giorni o diverse volte a settimana, ma soprattutto molte assumono comportamenti pericolosi per perdere i chili di troppo prendendo pillole di dubbia sicurezza, sfinendosi con l'esercizio fisico o abusando di lassativi e diuretici. Fra le donne più mature è ancora più difficile parlare di anoressia e bulimia perché tendono a tacere il disagio rifugiandosi nella solitudine. Il problema può esplodere dopo che i figli sono usciti di casa, con la menopausa e la pensione perché traumi, delusioni e dolori antichi possono ricomparire e riportare a galla un rapporto conflittuale con se stesse e con il cibo.
Come uscirne? Si comincia parlandone, a tutte le età e a prescindere dal sesso. A volte basta un incontro soltanto, in un centro specializzato, per capire se si ha bisogno di aiuto.
Pubblicato su “Roma che Verrà” periodico online.